Tradizione
e Tradizioni
Vi
sono ancora delle possibilità iniziatiche nelle
forme tradizionali occidentali?
Si
può dire che ogni forma tradizionale particolare
è un adattamento della Tradizione primordiale,
da cui tutte sono derivate più o meno direttamente,
in certe circostanze speciali di tempo e di luogo;
così che quel che cambia dalluna allaltra
non è affatto lessenza stessa della dottrina,
che è al di sopra di queste contingenze, ma
solo gli aspetti esteriori di cui essa si riveste
ed attraverso i quali si esprime. Risulta da questo,
da una parte, che tutte queste forme sono necessariamente
equivalenti come fondamento, e, dallaltra parte,
che vi è generalmente vantaggio, per gli esseri
umani, a ricollegarsi, per quanto possibile, a quella
che è propria allambiente nel quale essi
vivono, perché è quella che normalmente
deve meglio convenire alla loro natura individuale.
È questo che faceva rimarcare con giusta ragione
il nostro collaboratore J.-H. Probst-Biraben alla
fine del suo articolo sul Dhikr; ma lapplicazione
che trae da queste verità incontestabili ci
sembra richiedere qualche precisazione supplementare,
al fine devitare qualsiasi confusione fra domini
differenti che, per quanto ugualmente appartenenti
allordine tradizionale, sono nondimeno profondamente
distinti.
È
facile comprendere che qui si tratta della distinzione
fondamentale, sulla quale abbiamo già soventemente
insistito altrove, fra i due domini che, se si vuole,
si possono designare rispettivamente come "exoterico"
ed "esoterico", dando a questi termini la
loro più larga accezione. Possiamo anche identificare
luno col dominio religioso e laltro col
dominio iniziatico; per il secondo, questassimilazione
è rigorosamente esatta in tutti i casi; e,
quanto al primo, se esso non prende laspetto
propriamente religioso che in determinate forme tradizionali,
esse sono le sole delle quali dobbiamo occuparci presentemente,
di modo che questa restrizione non potrà rappresentare
alcun inconveniente per quel che ci proponiamo.
Detto
questo, ecco il problema che è il caso di considerare:
allorché una forma tradizionale è completa,
sotto il duplice rapporto exoterico ed esoterico,
è evidentemente possibile a tutti di aderirvi
parallelamente, sia che essi intendano limitarsi al
solo punto di vista religioso, sia chessi vogliano
seguire inoltre la via iniziatica, poiché così
i due domini saranno loro entrambi aperti. Daltronde
devessere allora bene inteso che, in un simile
caso, lordine iniziatico prende sempre il suo
appoggio e il suo supporto nellordine religioso,
al quale esso si sovrappone senza opporvisi in nessun
modo; e, di conseguenza, non è mai possibile
lasciare da parte le regole pertinenti allordine
religioso, e questo più specialmente per quanto
riguarda i riti, perché sono questi ad avere
la più grande importanza da questo punto di
vista, e che possono stabilire effettivamente il legame
fra i due ordini. Dunque, quando è così
non c è alcuna difficoltà a che ciascuno
segua la tradizione che è quella del suo ambiente;
non cè che una riserva da fare per quanto
riguarda le eccezioni, sempre possibili, alle quali
faceva allusione il nostro collaboratore, vale a dire
nel caso di un essere che si trovi accidentalmente
in un ambiente rispetto al quale egli è veramente
estraneo per sua natura, e che, in seguito, potrà
trovare altrove una forma più adatta ad essa.
Aggiungeremo che tali eccezioni devono, in unepoca
come la nostra, in cui la confusione è estrema
in tutte le cose, incontrarsi più frequentemente
che in altre epoche nelle quali le condizioni erano
più normali; ma non diremo di ciò niente
di più, perché un caso simile, in definitiva,
può sempre essere risolto da un ritorno di
questessere al suo vero ambiente, vale a dire
a quello cui corrispondono di fatto le sue affinità
naturali.
Ora,
se torniamo al caso più abituale, una difficoltà
si presenta allorché si ha a che fare, in un
dato ambiente, con una forma tradizionale nella quale
non esiste più effettivamente che il solo aspetto
religioso. Va da sé che si tratta allora di
una sorta di parziale degenerescenza, perché
questa forma ha ben dovuto, così come le altre,
essere completa alla sua origine; ma, in seguito a
circostanze che non importa qui precisare, è
avvenuto che, a partire da un certo momento, la sua
componente iniziatica è scomparsa, e talvolta
persino a tal punto che non ne resta più alcun
ricordo consapevole fra i suoi aderenti, nonostante
le tracce che se ne possono ritrovare negli scritti
o nei monumenti antichi. Ci si trova allora, per quanto
riguarda il punto di vista iniziatico, in un caso
esattamente simile a quello di una tradizione estinta:
anche supponendo che si possa arrivare ad una ricostituzione
completa, questa non avrebbe che un interesse in qualche
modo "archeologico", perché la trasmissione
regolare farebbe sempre difetto, e questa trasmissione
è, come abbiamo esposto in altre occasioni,
la condizione assolutamente indispensabile di ogni
iniziazione. Naturalmente, coloro che limitano le
loro vedute al dominio religioso, e che saranno sempre
la maggior parte, non hanno per nulla di che preoccuparsi
di tale difficoltà, che per essi non esiste,
ma coloro che si propongono un fine dordine
iniziatico non potranno, a questo riguardo, raggiungere
alcun risultato dal loro ricollegamento alla forma
tradizionale in questione.
Il
problema così posto è purtroppo ben
lungi dallavere un interesse puramente teorico,
perché, infatti, è il caso di considerarlo
precisamente per quel che concerne le forme tradizionali
che esistono nel mondo occidentale: allo stato presente
delle cose, vi si trovano ancora organizzazioni che
assicurino una trasmissione iniziatica, o, al contrario,
non è tutto ormai irrimediabilmente limitato
al solo dominio religioso? Diciamo subito che bisognerebbe
guardarsi bene dal lasciarsi illudere dalla presenza
di cose come il "misticismo", a proposito
del quale si verificano troppo sovente, e attualmente
più che mai, le più strane confusioni.
Non possiamo pensare di ripetere qui tutto quel che
abbiamo già avuto occasione di dire altrove
riguardo a questo argomento; ricorderemo solamente
che il misticismo non ha assolutamente niente di iniziatico,
che esso appartiene del tutto interamente allordine
religioso, del quale esso non oltrepassa in alcun
modo i limiti speciali, e che molte delle sue caratteristiche
sono persino esattamente opposte a quelle delliniziazione.
Lerrore sarebbe più scusabile, almeno
fra coloro che non hanno affatto una nozione netta
della distinzione fra i due domini, se essi considerassero,
nella religione, quel che presenta non tanto un carattere
mistico, bensì "ascetico", perché,
in esso almeno, cè un metodo di realizzazione
attiva come nelliniziazione, mentre il misticismo
implica sempre la passività e, di conseguenza,
lassenza di metodo, così come daltronde
anche quella di una qualunque trasmissione. Si potrebbe
persino parlare allo stesso tempo di una "ascesi"
religiosa e di una "ascesi iniziatica,
se tale accostamento non dovesse suggerire niente
di più che questidea di un metodo che
in effetti costituisce una similitudine reale; ma,
beninteso, lintenzione ed il fine non sono affatto
gli stessi nei due casi.
Se
ora ci poniamo il problema in modo preciso per quanto
riguarda le forme tradizionali dellOccidente,
saremo condotti a considerare il caso che menzionava
il nostro collaboratore nelle ultime righe del suo
articolo, vale a dire quello del Giudaismo e quello
del Cristianesimo; ma è qui che saremo obbligati
a formulare alcune riserve riguardo al risultato che
si può ottenere da certe pratiche. Per il Giudaismo,
le cose, in ogni caso, si presentano più semplicemente
che per il Cristianesimo: esso in effetti possiede
una dottrina esoterica ed iniziatica, che è
la Kabbalah, e questa si trasmette sempre in
modo regolare, per quanto senza dubbio più
raramente e più difficilmente che un tempo,
il che, daltronde, non rappresenta certo un
esempio unico di questo genere, e che molto si giustifica
a causa delle caratteristiche particolari della nostra
epoca. Solo, per quanto riguarda lo "Hassidismo",
anche se sembra che influenze kabbalistiche si siano
veramente esercitate alle sue origini, non è
men vero che esso costituisca propriamente un raggruppamento
religioso, ed anche con tendenze mistiche; del resto
è probabilmente il solo esempio di misticismo
che si possa trovare nel Giudaismo; e, a parte questa
eccezione, il misticismo è soprattutto qualche
cosa di specificamente cristiano.
Quanto
poi al Cristianesimo, un esoterismo come quello che
esisteva certamente nel medioevo, con le organizzazioni
necessarie alla sua trasmissione, è ancora
vivo ai nostri giorni? Per la Chiesa ortodossa, non
possiamo pronunciarci in modo certo, in mancanza del
possesso di indicazioni sufficientemente chiare, e
saremo anzi felici se questo problema potrà
provocare qualche chiarimento a tale riguardo; ma,
anche se sussiste veramente una qualunque iniziazione,
in ogni caso questa non può essere che esclusivamente
allinterno dei monasteri (1), di modo che, al
di fuori di questi, non cè alcuna possibilità
di accedervi. Daltra parte, per quanto riguarda
il Cattolicesimo, tutto sembra indicare che non vi
si trova più nulla di questordine; e
daltronde, poiché i suoi rappresentanti
più autorizzati lo negano espressamente, dobbiamo
creder loro, almeno fintanto che non avremo delle
prove del contrario, ed è inutile parlare del
Protestantesimo, perché esso non è che
una deviazione prodotta dallo spirito antitradizionale
dei tempi moderni, il che esclude che esso abbia mai
potuto racchiudere il minimo esoterismo e servire
di base ad una qualsiasi iniziazione.
Come
che sia, anche riservando la possibilità della
sopravvivenza di qualche organizzazione iniziatica
assai nascosta, quel che possiamo dire in tutta certezza,
è che le pratiche religiose del Cristianesimo,
daltronde non più che quelle di altre
forme tradizionali, non possono sostituirsi alle pratiche
iniziatiche e produrre effetti dello stesso ordine
di quelle, poiché non è a questo che
esse sono destinate. Ciò è strettamente
vero anche allorché esiste, fra le une e le
altre, qualche similitudine esteriore: così,
il rosario cristiano ricorda manifestamente il wird
delle turuq islamiche, e può anche essere
che ci sia in questo qualche parentela storica; ma,
di fatto, esso non è utilizzato che per dei
fini unicamente religiosi, e sarebbe vano attendersene
un beneficio di un altro ordine, perché non
vi è legata nessuna influenza spirituale agente
nel dominio iniziatico, contrariamente a quanto avviene
per il wird. Quanto poi agli "esercizi
spirituali" di SantIgnazio de Loyola, dobbiamo
confessare che siamo rimasti un po sorpresi
di vederli citati a questo riguardo: essi certo costituiscono
una "ascesi" nel senso che abbiamo indicato
più in alto, ma il loro carattere esclusivamente
religioso è del tutto evidente; di più,
dobbiamo aggiungere che la loro pratica è lungi
dallessere senza pericoli, perché abbiamo
conosciuto molti casi di squilibrio mentale provocato
da essa; e pensiamo che questo pericolo debba sempre
esistere quando essi sono praticati al di fuori dellorganizzazione
religiosa per la quale essi sono stati formulati e
di cui costituiscono in definitiva il metodo speciale;
non si può dunque che sconsigliarli formalmente
a chiunque non sia ricollegato a tale organizzazione.
Dobbiamo
ancora insistere specialmente sul fatto che, le stesse
pratiche iniziatiche, per avere una qualche efficacia,
presuppongono necessariamente il ricollegamento ad
unorganizzazione dello stesso ordine; si potranno
ripetere indefinitamente delle formule quali quelle
del dhikr o del wird, o i mantra
della tradizione indù, senza ricavarne il minimo
risultato, se non le si avranno ricevute tramite una
trasmissione regolare, perché esse non sono
allora "vivificate" da alcuna influenza
spirituale. Perciò, il problema di sapere quali
formule conviene scegliere non deve mai essere posto
in modo indipendente, perché non è cosa
pertinente alla fantasia individuale; tale questione
è subordinata a quella delladesione effettiva
ad una organizzazione iniziatica, adesione a seguito
della quale non vi è naturalmente più
che da seguire i metodi che sono quelli di tale organizzazione,
a qualunque forma tradizionale essa appartenga.
Infine,
aggiungeremo che le sole organizzazioni iniziatiche
che abbiano ancora unesistenza certa in Occidente
sono, al loro stato attuale, completamente separate
dalle forme tradizionali religiose, il che, a dire
il vero, è qualcosa di anormale; e, inoltre,
esse son talmente ridotte, se non addirittura deviate,
che non vi si può sperare, nella maggior parte
dei casi, in molto di più che in uniniziazione
virtuale. Gli Occidentali devono tuttavia prendere
forzatamente atto di tali imperfezioni, oppure rivolgersi
ad altre forme tradizionali che hanno linconveniente
di non essere fatte per loro; ma resterebbe da sapere
se coloro che hanno la volontà ben ferma di
decidersi per questultima soluzione non dimostrano
forse per ciò stesso chessi rientrano
nel numero di quelle eccezioni di cui abbiamo parlato.
Note
(1)
Anche Julius Evola era di questa opinione, tantè
vero che negli anni Trenta trascorse brevi periodi
in segreto presso monasteri di ordini religiosi cattolici
scrivendo di aver trovato solo presso i Cistercensi
qualcosa di positivo: cfr. J. Evola, Il cammino
del cinabro, Scheiwiller, Milano, 1972, p. 121;
e AA.VV., Testimonianze su Evola, Edizioni
Mediterranee, Roma, 1985, p. 351 (N.d.C.).