Home PageSommario info@loggia-rene-guenon.it

1. E. Aroux, Dante hérétique, révolutionnaire et socialiste: Révélations d’un catholique sur le moyen âge, Éditions Niclaus, Paris.

È stata un’eccellente idea l’aver ristampato il libro d’Aroux su Dante, la cui edizione originale risale al 1854 ed era naturalmente da molto tempo introvabile. Aroux ebbe il merito di essere uno dei primi, con Rossetti e press’a poco nello stesso tempo, a segnalare l’esistenza di un senso esoterico nell’opera di Dante; e, malgrado i lavori abbastanza numerosi che sono stati pubblicati da allora su questo argomento, soprattutto in questi ultimi anni, la documentazione contenuta nella sua opera non ha per niente perduto interesse, e bisognerà sempre riferirvisi come ad una sorta di introduzione indispensabile agli studi più recenti. È d’altra parte chiaro che l’interpretazione di Aroux provoca molte riserve ed ha bisogno di essere rettificata su molti punti, ad iniziare dalle imputazioni formulate nei confronti di Dante nel titolo stesso; ci siamo già spiegati, ne L’Ésotérisme de Dante, su quanto bisogna pensare dell’accusa di "eresia", che si basa in conclusione solo su una confusione tra i due domini esoterico ed exoterico, o, se lo si preferisce, iniziatico e religioso. Aroux, del resto, ignorava visibilmente tutto della natura reale dell’iniziazione; così egli vede, nell’uso di un linguaggio segreto e simbolico, solo una semplice precauzione destinata a nascondere ciò che sarebbe stato pericoloso dire apertamente, dato che sembra concepire le organizzazioni iniziatiche soltanto come volgari "società segrete" dalle tendenze più o meno politiche, come ve ne furono tante nella prima metà del XIX secolo; la mentalità tipica di quest’epoca è senza dubbio responsabile pure dell’idea piuttosto paradossale che fa di Dante, difensore della concezione di una monarchia universale che il "Sacro Impero" avrebbe dovuta realizzare, un precursore del "socialismo" e delle utopie rivoluzionarie del 1848. Un altro strano errore è quello secondo il quale le organizzazioni iniziatiche del medio evo, trasformate in "sette" per incomprensione del loro vero carattere, avrebbero avuto dottrine "razionaliste"; non solo in questo vi è un anacronismo, ma il "razionalismo", da quando esiste, è sempre stato l’avversario e il negatore più irriducibile di ogni esoterismo, ed è proprio questa una delle parti fondamentali del suo ruolo nella deviazione del mondo moderno. Vi è d’altra parte nell’atteggiamento di Aroux, notiamolo per inciso, qualche cosa che dà una impressione un poco strana: sembra che le sue indicazioni cattoliche "suonino false" per la loro stessa esagerazione, a tal punto che si è tentati di domandarsi da che parte andassero veramente le sue simpatie dal duplice punto di vista religioso e politico, tanto più che il modo in cui egli presenta Dante coincide in conclusione con quello di Rossetti, le cui apparenti tendenze erano completamente opposte; non pretendiamo di risolvere questo problema, per mancanza di informazioni "biografiche" sufficienti ed esso in fondo ha solo un interesse di pura curiosità, poiché è evidente che questo non sminuisce in nulla il contenuto del libro. Forse si penserà che, dopo tante riserve, di questo non debba restare che poca cosa; sarebbe completamente inesatto, poiché resta al contrario tutto il lato documentario, come abbiamo detto, ed è questo che conta maggiormente in un’opera di questo tipo: per di più, tutti coloro che possiedono certe conoscenze tradizionali possono facilmente rettificare essi stessi e "reinterpretare" correttamente tutto quello che è stato deformato dalla "prospettiva" speciale dell’autore, ed è pure questo un lavoro che è lungi dal mancare di interesse.