Oriente
e Occidente
Aggiunta
(1948)
Crediamo
che nessuno possa contestare che dal giorno in cui
questo libro fu scritto 1 la situazione
è più che mai peggiorata, non soltanto
in Occidente ma in tutto il mondo, sola cosa da attendersi
quando non si fosse verificato un ristabilimento dell'ordine
nel senso da noi indicato; d'altra parte, ed
è pressoché superfluo dirlo, non ci
siamo mai aspettati che tale ristabilimento dell'ordine
potesse effettuarsi in così breve tempo. Bisogna
tuttavia dire che il disordine è andato aggravandosi
in modo ancora più rapido di quanto si sarebbe
potuto prevedere, e di ciò bisogna tener conto,
anche se non influisce per nulla sulle conclusioni
da noi formulate.
In
Occidente, il disordine in tutti i campi è
diventato così evidente, che sempre più
numerosi sono coloro che cominciano a mettere in dubbio
il valore della civiltà moderna. Ma, benché
si tratti di un segno in un certo qual modo favorevole,
il risultato ottenuto non rimane con ciò meno
puramente negativo; molti emettono eccellenti critiche
sul presente stato di cose, ma non sanno praticamente
quale rimedio porvi, e di quel che suggeriscono nulla
va oltre il livello delle contingenze, per cui tutto
ciò rimane manifestamente privo di ogni efficacia.
Da parte nostra non possiamo se non ripetere che l'unico
vero rimedio consiste in una restaurazione dell'intellettualità
pura; purtroppo da questo punto di vista le probabilità
di una reazione che provenga dall'Occidente in
quanto tale sembrano diminuire ogni giorno di più,
giacché quel che di tradizionale rimane in
Occidente è sempre più contaminato dalla
mentalità moderna, e di conseguenza sempre
meno atto a costituire un solido fondamento per una
tale restaurazione; cosicché, senza escludere
nessuna delle possibilità che ancora possono
esistere, pare più che mai verosimile che l'Oriente
debba intervenire più o meno direttamente,
nel modo da noi esposto, se un giorno o l'altro
questa restaurazione dovrà realizzarsi.
D'altra
parte, per quanto riguarda l'Oriente, dobbiamo
convenire che i danni causati dalla modernizzazione
sono andati considerevolmente aumentando, almeno dal
punto dì vista esteriore; nelle regioni che
più a lungo vi avevano resistito, il cambiamento
sembra ormai effettuarsi a ritmo accelerato; l'India
stessa ne è un esempio caratteristico. Tuttavia
nulla di tutto ciò ha ancora raggiunto il cuore
della Tradizione: dal nostro punto di vista, questa
è la sola cosa che importi, e sarebbe senza
dubbio errato attribuire un'importanza eccessiva
ad apparenze che possono essere soltanto transitorie;
ad ogni modo, è sufficiente che il punto di
vista tradizionale, con tutto ciò che esso
comporta, sia integralmente preservato in Oriente
in qualche luogo inaccessibile all'agitazione
della nostra epoca. E inoltre non bisogna dimenticare
come in realtà tutto quel che è moderno,
anche in Oriente, non sia che il segno dell'invadenza
della mentalità occidentale; l'Oriente
vero, l'unico che meriti realmente tale nome,
è e sarà sempre l'Oriente tradizionale,
quand'anche i suoi rappresentati siano ridotti
a non essere più che una minoranza, ciò
che attualmente è ancora ben lungi dall'esser
vero. è di questo Oriente che noi intendiamo
parlare, così come, parlando dell'Occidente,
ci riferiamo alla mentalità occidentale, e
cioè alla mentalità moderna e antitradizionale,
in qualunque luogo si possa trovare: di fatto, quella
che prendiamo in considerazione è prima di
tutto l'opposizione di questi due punti di vista,
e non semplicemente quella di due termini geografici.
Approfitteremo
infine di quest'occasione per aggiungere che
siamo più che mai inclini a considerare lo
spirito tradizionale, in quanto ancora vivente, come
rimasto intatto unicamente nelle sue forme orientali.
Se l'Occidente possiede ancora in se stesso i
mezzi per ritornare alla propria tradizione e restaurarla
pienamente, sta ad esso provarlo. Nell'attesa,
siamo obbligati a dichiarare che finora non abbiamo
rilevato il minimo indizio che ci autorizzi a supporre
che l'Occidente, abbandonato a se stesso, sia
realmente in grado di portare a termine questo compito,
qualunque sia la forza con cui s'imponga ad esso
l'idea della sua necessità.
Note
1.
1924