Studi
sulla Massoneria ed il Compagnonnaggio
A
proposito dei costruttori del Medioevo *
Un
articolo di Armand Bédarride, apparso nel numero
di maggio 1929 de Le Symbolisme, e del quale
abbiamo già parlato nelle nostre recensioni
delle riviste, ci sembra possa dar luogo ad alcune
utili riflessioni. Questo articolo, intitolato Les
Idées des nos Précurseurs, tratta
delle corporazioni del Medioevo, viste come le trasmettitrici
del loro spirito e delle loro tradizioni alla Massoneria
moderna.
Innanzi
tutto, notiamo che la distinzione fra "Massoneria
operativa" e "Massoneria speculativa"
ci sembra debba essere intesa in un senso del tutto
diverso da quello che ordinariamente le viene attribuito.
In effetti, molto spesso ci si immagina che i Massoni
"operativi" fossero solo dei semplici operai
o artigiani, e niente di più, e si pensa che
il simbolismo, nei suoi significati più o meno
profondi, sia sopraggiunto solo tardivamente, in seguito
all'ammissione nelle organizzazioni corporative
di persone estranee all'arte del costruire. Questo,
comunque, non è il caso di Bédarride,
il quale invece cita un gran numero d'esempi,
in particolare nei monumenti religiosi, di figure
il cui carattere simbolico è incontestabile;
in particolare egli parla delle due colonne della
cattedrale di Würtzbourg, "che provano -
dice - che i Massoni costruttori del XIV secolo praticavano
un simbolismo filosofico", il che è esatto,
ma, è ovvio, solo a condizione che lo si intenda
nel senso di "filosofia ermetica" e non
secondo l'accezione corrente; poiché allora
si tratterebbe semplicemente della filosofia profana,
la quale, fra l'altro, non ha mai fatto uso di
un simbolismo qualunque. Gli esempi si potrebbero
moltiplicare indefinitamente: la stessa pianta delle
cattedrali è eminentemente simbolica, come
abbiamo avuto modo di sottolineare in altre occasioni;
e occorre aggiungere che, fra i simboli usati nel
Medioevo, oltre a quelli di cui i Massoni moderni
hanno conservato il ricordo, pur non comprendendone
più il significato, ce ne sono molti altri
di cui essi non hanno la minima idea1.
Secondo
noi, occorre andare in qualche modo contro l'opinione
corrente e considerare la "Massoneria speculativa",
sotto molti aspetti, come una degenerazione della
"Massoneria operativa". In effetti, quest'ultima
era veramente completa nel suo ordine, dal momento
che possedeva insieme la teoria e la pratica corrispondente;
e questa sua denominazione, sotto questo aspetto,
può essere intesa come un'allusione alle
"operazioni" dell'"arte sacra",
di cui la costruzione secondo le regole tradizionali
era una delle applicazioni. Quanto alla "Massoneria
speculativa", che d'altronde è nata
nel momento in cui le corporazioni di costruttori
erano in piena decadenza, la sua denominazione indica
molto chiaramente che essa è limitata alla
"speculazione" pura e semplice, vale a dire
ad una teoria senza alcuna realizzazione; e certamente
sarebbe un errore dei più strani se si volesse
considerare un tal fatto come un "progresso".
Se si fosse trattato solo di un impoverimento, il
male non sarebbe poi così grande com'è
in realtà, ma, come abbiamo detto più
volte, all'inizio del XVIII secolo si è
verificata in più una vera deviazione al momento
della costituzione della Gran Loggia d'Inghilterra,
la quale fu il punto di partenza di tutta la Massoneria
moderna. Per il momento non insisteremo oltre, ma
teniamo a sottolineare che, se si vuol comprendere
veramente lo spirito dei costruttori del Medioevo,
queste osservazioni sono del tutto essenziali; diversamente
ci se ne fa un'idea falsa o, quanto meno, molto
incompleta.
Un'altra
idea che è altrettanto importante rettificare,
è quella secondo la quale l'impiego di
forme simboliche sarebbe stato semplicemente imposto
da ragioni di prudenza. Che, talvolta, queste ragioni
siano esistite non lo contestiamo, ma si tratta solo
dell'aspetto più esteriore e meno interessante
della questione; lo abbiamo già detto a proposito
di Dante e dei "Fedeli d'Amore"2,
e lo possiamo ripetere per ciò che riguarda
le corporazioni dei costruttori, tanto più
che han dovuto esserci dei legami molto stretti fra
tutte queste organizzazioni, molto diverse in apparenza,
ma tutte partecipi delle stesse conoscenze tradizionali3.
Ora, il simbolismo è precisamente il modo d'espressione
normale delle conoscenze di questo tipo, ed è
questa la sua vera ragion d'essere, in tutti
i tempi ed in tutti i paesi, anche lì ove non
vi è proprio nulla da dissimulare; e questo,
molto semplicemente, perché vi sono delle cose
che, per loro stessa natura, non possono esprimersi
altrimenti che sotto tale forma.
L'errore
di cui si tratta, che si commette troppo spesso e
di cui ritroviamo in un certo modo l'eco nell'articolo
di Bédarride, ci sembra avere due cause principali:
la prima è che, generalmente, si conosce molto
male in che cosa consistesse il Cattolicesimo del
Medioevo. Non bisogna dimenticare che, come vi è
un esoterismo musulmano, all'epoca vi era anche
un esoterismo cattolico, vale a dire un esoterismo
che aveva il suo punto d'appoggio nei simboli
e nei riti della religione cattolica e che si sovrapponeva
a questa senza opporvisi in alcun modo; non c'è
dubbio che certi ordini religiosi furono ben lontani
dall'essere estranei a tale esoterismo. Se la
tendenza della maggior parte dei Cattolici attuali
è di negare l'esistenza di queste cose,
ciò prova solamente che essi non sono meglio
informati, a proposito, del resto dei nostri contemporanei.
La
seconda causa dell'errore in questione consiste
nel fatto di immaginare che ciò che si nasconde
sotto i simboli siano quasi unicamente delle concezioni
sociali o politiche4, in realtà
si tratta di ben altro. Le concezioni di questo genere,
agli occhi di coloro che possedevano certe conoscenze,
potevano avere solo un'importanza parecchio secondaria,
quella di una possibile applicazione fra tante altre;
e aggiungiamo anche che ovunque hanno finito con l'occupare
uno spazio troppo grande e col diventare predominanti,
esse sono state invariabilmente una causa di degenerazione
e di deviazione5. E non è esattamente
questo che ha fatto perdere alla Massoneria moderna
la comprensione di ciò che essa conserva ancora
dell'antico simbolismo e delle tradizioni di
cui sembra essere, bisogna ben dirlo, malgrado tutte
le sue insufficienze, l'unica erede nel mondo
occidentale? Se ci si obietta che, a riprova delle
preoccupazioni sociali dei costruttori, esistono le
figure satiriche e più o meno licenziose che
si riscontrano talvolta nelle loro opere, è
facile rispondere: queste figure sono destinate, soprattutto,
a confondere i profani, i quali si fermano all'apparenza
e non riescono a cogliere quello che di più
profondo esse dissimulano. D'altronde, si tratta
di qualcosa che è ben lungi dall'essere
specifico dei costruttori; certi scrittori, come Boccaccio
e Rabelais soprattutto, e molti altri ancora, hanno
adottato la stessa finzione ed hanno usato lo stesso
procedimento. C'è da credere che questo
stratagemma sia ben riuscito, poiché ancora
oggi, e senza dubbio più che mai oggi, i profani
continuano a cascarci.
Se
si vuole andare in fondo alla questione, occorre vedere
nel simbolismo dei costruttori l'espressione
di alcune scienze tradizionali, che si riallacciano
a quello che, in maniera generale, si può indicare
col nome di "ermetismo". Ora, dal momento
che noi parliamo qui di "scienze", attenzione
a non pensare che si tratti di qualcosa di paragonabile
alla scienza profana, la sola conosciuta da quasi
tutti i moderni; e sembra che una tale assimilazione
traspaia anche in Bédarride, il quale parla
di "forma mutevole delle conoscenze positive
della scienza", il che si adatta propriamente
ed esclusivamente alla scienza profana; e che, prendendo
alla lettera delle immagini puramente simboliche,
crede di scoprirvi delle idee "evoluzioniste"
ed anche "trasformiste", idee che sono in
totale contraddizione con ogni dato tradizionale.
Già in molti nostri lavori abbiamo sviluppato
a lungo la distinzione essenziale fra la scienza sacra
o tradizionale e la scienza profana, e quindi non
pensiamo di ripetere qui tutte quelle considerazioni,
non di meno abbiamo ritenuto opportuno richiamare
una volta di più l'attenzione su questo
punto capitale.
E
concludiamo in breve: non è senza ragione che
Giano, presso i Romani, fosse insieme il dio dell'iniziazione
ai misteri e il dio delle corporazioni di artigiani;
e non è parimenti senza ragione che i costruttori
del Medioevo conservassero le due feste solstiziali
dello stesso Giano, feste divenute, col Cristianesimo,
quelle dei due San Giovanni, d'inverno e d'estate;
e quando si conosca il nesso esistente fra San Giovanni
e l'aspetto esoterico del Cristianesimo, non
si comprende immediatamente che in effetti si tratta
sempre della stessa iniziazione ai misteri, pur celata
sotto un nuovo adattamento richiesto dalle circostanze
e dalle "leggi cicliche"?
Note
*
A propos des constructeurs du Moyen Age, pubblicato
ne Le Voile d'Isis, gennaio 1927.
1.
Ultimamente, abbiamo avuto modo di rilevare, nella
cattedrale di Strasburgo e in altri edifici dell'Alsazia,
un gran numero di marchi di tagliatori di pietra,
i quali risalgono ad epoche diverse, dal XII secolo
fino all'inizio del XVII secolo; fra questi marchi
ve ne sono alcuni molto curiosi, in particolare abbiamo
ritrovato lo swastika, al quale allude Bédarride,
in una delle torrette del campanile di Strasburgo.
2.
Si veda Le Voile d'Isis, febbraio 1929.
(Si tratta dell'art. Il Linguaggio Segreto
di Dante e dei Fedeli d'Amore, oggi raccolto,
come capp. IV e V, in Considerazioni sull'Esoterismo
Cristiano, Arktos, Carmagnola - n.d.t.).
3.
I Compagnoni del "Rito di Salomone" hanno
conservato fino ad oggi il ricordo del loro legame
con l'Ordine del Tempio.
4.
Questo modo di vedere le cose è, in gran parte,
quello di Aroux e di Rossetti per ciò che riguarda
l'interpretazione di Dante, e lo si riscontra
anche in molti passi della Storia della Magia
di éliphas Levi.
5.
In merito, è molto eloquente l'esempio
di certe organizzazioni musulmane, in cui le preoccupazioni
politiche hanno soffocato, in qualche modo, la originaria
spiritualità.