L'errore
dello Spiritismo
Prefazione
Affrontando
la questione dello spiritismo ci preme dire subito,
nel modo più chiaro possibile, con quale
spirito intendiamo trattarla. Molte opere sono
già state dedicate a questo argomento,
e negli ultimi tempi sono diventate più
numerose che mai; tuttavia noi non pensiamo che
sia già stato detto tutto quanto c'era
da dire, né che il presente lavoro rischi
di essere il doppione di qualche altro. Non ci
proponiamo, d'altra parte, di fare un'esposizione
completa dell'argomento in tutti i suoi aspetti:
ciò ci obbligherebbe a ripetere troppe
cose che si possono facilmente trovare in altre
opere, e sarebbe di conseguenza un lavoro tanto
enorme quanto poco utile. Riteniamo preferibile
limitarci ai punti che sono stati trattati finora
nel modo più insufficiente: per questo
motivo ci dedicheremo innanzi tutto a dissipare
le confusioni e gli equivoci che in quest'ordine
di idee abbiamo avuto frequentemente occasione
di constatare e mostreremo poi, soprattutto, gli
errori che sono alla base della dottrina spiritistica,
se pure sia ammissibile chiamarla dottrina.
Pensiamo
che sarebbe difficile, e comunque poco interessante,
considerare la questione nel suo insieme dal punto
dì vista storico; in effetti, si può
tracciare la storia di una setta ben definita, che
formi un tutto chiaramente organizzato, o possieda
almeno una certa coesione; ma non così si
presenta lo spiritismo. é necessario far
notare che gli spiritisti sono stati, fin dall'origine,
divisi in parecchie scuole - le quali si sono ancora
moltiplicate in seguito - e hanno sempre costituito
innumerevoli gruppi indipendenti, talvolta rivali
fra loro. Se anche fosse possibile redigere un elenco
completo di tutte queste scuole e di tutti questi
gruppi, la fastidiosa monotonia di una simile enumerazione
non sarebbe certo compensata dal risultato che se
ne potrebbe ottenere. Resta poi ancora da aggiungere
che, per potersi dire spiritisti, non è affatto
indispensabile appartenere a una qualsivoglia associazione:
è sufficiente ammettere certe teorie, che
comunemente sono accompagnate da pratiche corrispondenti;
molte persone possono fare dello spiritismo isolatamente,
o in piccoli gruppi, senza ricollegarsi a nessuna
organizzazione, e questa è una situazione
che lo storico non può verificare. In ciò
lo spiritismo si presenta in modo del tutto diverso
dal teosofismo e dalla maggior parte delle scuole
occultistiche; questa caratteristica è lungi
dall'essere la più importante fra tutte
quelle che lo contraddistinguono, ma è la
conseguenza di certe altre differenze meno esteriori,
che avremo occasione di spiegare. Noi confidiamo
che quanto detto sia sufficiente a far comprendere
il motivo per cui non introdurremo in questo studio
considerazioni storiche se non nella misura in cui
esse ci sembreranno capaci di chiarire la nostra
esposizione, e senza farne oggetto di una parte
speciale.
Un
altro punto che non intendiamo trattare in modo
completo è l'esame dei fenomeni che
gli spiritisti invocano in appoggio alle loro teorie
e che altri, pur ammettendone ugualmente la realtà,
interpretano però in maniera totalmente diversa.
Parleremo di ciò in modo sufficiente a indicare
quel che ne pensiamo, ma la descrizione più
o meno particolareggiata di tali fenomeni è
stata così spesso fornita dagli sperimentatori
stessi, che sarebbe del tutto superfluo ritornarci
sopra; del resto, non è questo che ci interessa
particolarmente, e preferiamo, al riguardo, segnalare
la possibilità di certe spiegazioni che gli
sperimentatori di cui dicevamo, spiritisti o no,
certamente neanche sospettano. Senza dubbio è
opportuno notare che, nello spiritismo, le teorie
non sono mai separate dalla sperimentazione, né
noi intendiamo considerarle completamente separate
nella nostra esposizione; noi però sosteniamo
che i fenomeni forniscono soltanto una base affatto
illusoria alle teorie spiritistiche, e che, in assenza
di queste ultime, non ci si troverebbe più
di fronte allo spiritismo. D'altra parte, ciò
non ci impedisce di ammettere che, se lo spiritismo
fosse soltanto teorico, sarebbe molto meno pericoloso
di quanto è e non eserciterebbe la stessa
attrazione su tanta gente; su tale pericolo tanto
più insisteremo in quanto esso costituisce
il più urgente dei motivi che ci hanno spinto
a scrivere il presente libro.
Abbiamo
già detto altrove come sia nefasta, a nostro
giudizio, la diffusione di quelle teorie che sono
comparse meno di un secolo fa, e che si possono
definire in modo generale con il nome di "neospiritualismo".
Certamente vi sono, nella nostra epoca, molte altre
"controverità" che è bene
ugualmente combattere; le prime, però, hanno
un carattere del tutto speciale, che le rende forse
più nocive - e in ogni caso in modo diverso
- rispetto a quelle che si presentano sotto una
forma semplicemente filosofica e scientifica. Tutte
queste cose, in effetti, appartengono più
o meno al campo della "pseudoreligione";
l'espressione, che è stata da noi attribuita
al teosofismo, potrebbe essere ugualmente riferita
allo spiritismo. Sebbene quest'ultimo avanzi
spesso pretese scientifiche a causa dell'aspetto
sperimentale nel quale crede di trovare non solamente
il fondamento, ma la fonte stessa della sua dottrina,
esso non è in definitiva che una deviazione
dello spirito religioso, conformemente alla mentalità
"scientistica" posseduta da molti nostri
contemporanei. Inoltre, fra tutte le dottrine "neospiritualistiche",
lo spiritismo è certamente la più
diffusa e la più popolare, e ciò si
comprende facilmente, poiché è la
forma più "semplicistica", diremmo
volentieri la più grossolana, di tali dottrine:
esso è alla portata di tutte le intelligenze,
anche le più mediocri, e i fenomeni su cui
si appoggia, o almeno i più comuni di essi,
possono per giunta essere facilmente ottenuti da
tutti. é quindi lo spiritismo a fare il più
gran numero di vittime, e le devastazioni da esso
causate si sono ulteriormente accresciute in questi
ultimi anni in proporzioni inattese, a causa dello
scompiglio che i recenti avvenimenti hanno provocato
nelle coscienze. Quando parliamo di devastazioni
e di vittime, non si tratta affatto di semplici
metafore; le cose di questo genere, e lo spiritismo
più di tutte le altre, hanno come risultato
di squilibrare e rovinare in modo irrimediabile
una quantità di sventurati che, se non le
avessero incontrate sulla loro strada, avrebbero
potuto continuare a condurre una vita normale. Si
tratta di un pericolo che non dovrebbe essere ritenuto
trascurabile e che, soprattutto nelle attuali circostanze,
è particolarmente necessario e opportuno
denunciare con insistenza. Queste considerazioni
rafforzano in noi la preoccupazione, di ordine più
generale, di difendere i diritti della verità
contro tutte le forme di errore.
Dobbiamo
aggiungere che non è nostra intenzione limitarci
a una critica puramente negativa; occorre che la
critica, giustificata dalle ragioni che abbiamo
detto precedentemente, sia per noi, nello stesso
tempo, un'occasione per esporre certe verità.
E nonostante il fatto che su parecchi punti saremo
costretti a limitarci a indicazioni piuttosto sommarie
per restare nei confini che intendiamo imporci,
riteniamo ugualmente di poter fare intravedere molte
questioni non conosciute, capaci di aprire nuove
vie di ricerca a coloro che saranno in grado di
valutarne la portata. D'altra parte ci preme
avvertire che il nostro punto di vista è
molto differente, sotto molteplici aspetti, da quello
della maggior parte degli autori che hanno trattato
dello spiritismo, tanto per combatterlo quanto per
difenderlo; noi ci riferiamo sempre, innanzi tutto,
al dati della metafisica pura, quali le dottrine
orientali ci hanno fatto conoscere; riteniamo infatti
che certi errori soltanto così si possano
confutare pienamente, e non ponendosi sul loro stesso
terreno. Sappiamo sin troppo bene, poi, che dal
punto di vista filosofico, così come dal
punto di vista scientifico, si può discutere
indefinitamente senza con ciò avanzare di
un passo, e che prestarsi a simili controversie
equivale spesso a fare il gioco dell'avversario,
per quanto poca sia la sua abilità nel far
deviare la discussione. Siamo pertanto convinti
più di chiunque altro della necessità
di una direzione dottrinale dalla quale non si deve
mai deviare, e che, sola, permette di accostarsi
impunemente a certe cose. D'altra parte, poiché
non vogliamo chiudere la porta ad alcuna possibilità
e schierarci se non contro ciò che sappiamo
essere falso, tale direzione può essere per
noi soltanto di ordine metafisico, nel senso in
cui, come abbiamo altrove spiegato, il termine va
compreso. Naturalmente, uno studio come questo non
deve essere considerato propriamente metafisico
in tutte le sue parti; ma non temiamo di affermare
che vi è, nella sua ispirazione, più
vera metafisica di quanta ve ne sia in tutto ciò
a cui i filosofi attribuiscono indebitamente tale
nome. Quest'ultima affermazione non deve spaventare
nessuno: la vera metafisica, a cui facevamo riferimento,
non ha nulla in comune con le astruse sottigliezze
della filosofia né con tutte le confusioni
che questa provoca e alimenta a profusione; inoltre
il presente studio, nel suo insieme, non avrà
nulla del rigore di una esposizione esclusivamente
dottrinale. Ciò che intendiamo dire è
che noi siamo costantemente guidati da principi
i quali, per chiunque li abbia compresi, sono di
una certezza assoluta e senza i quali si rischia
seriamente di perdersi nei tenebrosi labirinti del
"mondo inferiore", cosa di cui troppi
esploratori temerari, nonostante i loro titoli scientifici
e filosofici, ci hanno fornito il triste esempio.
Tutto
ciò non significa affatto che noi disprezziamo
gli sforzi di coloro che si sono situati in punti
di vista differenti dal nostro; al contrario, noi
riteniamo che tutti i punti di vista, purché
siano legittimi e validi, non possano che armonizzarsi
e completarsi. Ci sono però distinzioni da
fare e una gerarchia da osservare: un punto di vista
particolare vale soltanto entro un certo ambito,
e bisogna fare molta attenzione ai limiti oltre
i quali cessa di essere applicabile; è quanto
dimenticano troppo spesso gli specialisti delle
scienze sperimentali. D'altro canto, coloro
che si pongono dal punto di vista religioso hanno
sì l'inestimabile vantaggio di una direzione
dottrinale simile a quella di cui abbiamo parlato,
ma tale direzione, a causa della forma da essa rivestita,
non è universalmente accettabile, anche se
basta a impedire che essi si perdano pur non fornendo
soluzioni adeguate a tutte le questioni. Comunque
sia, di fronte alle attuali circostanze, siamo convinti
che non si farà mai troppo per opporsi a
certe perniciose attività, e che ogni sforzo
compiuto in tal senso, a patto che sia ben diretto,
avrà la sua utilità, potendo forse
essere più idoneo di altri ad avere effetti
su questo o quel punto determinato; e, per parlare
un linguaggio che alcuni comprenderanno, aggiungeremo
che non si diffonderà mai troppa luce per
dissipare tutte le emanazioni provenienti dal "Satellite
oscuro".